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dea
Stracciami Barbara


Diario


16 dicembre 2008

L'ultimo Natale

Vorrei poterti chiedere consiglio, ma purtroppo sono quasi cinque anni che non ci sei più, e la verità è che mi sento incredibilmente sola senza di te, ogni giorno. Perché tu non ci sei. Perché tu non sei più. E ho bisogno dei tuoi consigli. E ho bisogno di sentirmi rassicurata da te, dalle tue parole e dai tuoi gesti. E mentre questo sarà l'ultimo Natale che passeremo in questa casa, ciò che penso è che sto cominciando a dimenticarmi la tua risata... Ti amo ancora sempre più di chiunque altro, John del Colorado.




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25 febbraio 2008

Don't say a prayer for me now, save it to the mornin' after

Sembra incredibile, eppure dopo quattro anni esatti, mi ritrovo di nuovo in questa orrenda situazione: chiedere segretamente aiuto a te... Arrabbiata, avvelenata, con gli occhi gelidi della vipera, stavolta te lo chiedo con astio, l'aiuto che mi serve, senza riservarti nessun inchino timoroso. E te lo chiedo con astio perché per quattro anni, il fatto di non avere ricevuto alcuna pietà da te (non per me, no, solo per Lui), alcun aiuto, era il simbolo palese, l'ennesima prova (se mai ce ne fosse stato bisogno), che tu non ci sei, che tu non vali un cazzo, che sei solo la triste proiezione della merda che ogni essere umano si trascina dentro e di cui vuole liberarsi a mezzo del tuo alibi. Eppure mi sorprendo imbarazzata, come una bambina che non ha imparato la lezione, a richiederti aiuto, a pregarti (mi disgusta solo la parola): non portarti via anche lui. Non te lo portare via. Lui lascialo. Un altro po'. Ancora. Per starle vicino, per renderla felice, per farla respirare, per la sua protezione. Perché lui è ancora giovane e sorridente, e luccicante di sole, e lei, come fu per me, lo ama ancora di più da quando e quanto sa tutte le sue fragilità. La forma più alta e completa d'amore. La forma più limpida e cristallina e pura. L'amore senza condizioni. Non cagarci sopra anche stavolta. Io ti prego. Ancora una volta, con tutte le forze.




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4 gennaio 2008

Il titolo è un campo obbligatorio! (perdio, ora anche i titoli sono obbligatori??)

 Il vero problema è che fra pochi giorni compirò 27 anni, ma è come se ne avessi 17.
E voi, voi che non capite, non capite, avreste dovuto celebrare degnamente quell'odioso capello bianco. Compiangermi, consolarmi e dare il giusto peso a quest'evento terrificante!
E invece no, tutti a ridere e minimizzare. Ma per me è stato come scoprire che anche io sono reale.
Io sono Peter Pan.


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3 maggio 2007


Dicono che maggio sia il mese della madonna. E infatti.




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11 aprile 2007

Occhi di cane

Deja vu.
Occhi di ghiaccio come fossero specchi. Mi si avvicina lenta, trascinando un po' le zampe posteriori, impagliate dall'età, troppa. Mi annusa una mano e dà un piccolo colpo di lingua. Leggero come una piuma, come se avesse perso la forza persino di fare quello, ma non volesse rinunciare a quel piacere incredibile, a quella forma di comunicazione unica, all'unico mezzo che ha per dirmi: sì, sono un cane.
Occhi di ghiaccio come fossero specchi. Con quelli mi fissa strana, indecifrabile e vivissima nonostante i suoi 14 anni. Sul suo mantello i segni colorati dell'età non si vedono, perché è bianca e fulva. Come Rita Hayworth. Forse è un po' lanoso, ma pulito. E' piccolina, perfino un po' troppo per la sua razza. E per l'ennesima volta, mi perdo. Mi perdo nel suo sguardo, mi perdo negli occhi di un cane. Mi smarrisco sentendomi dentro casa. Come casa sono per me gli occhi dei cani. Liquidi e sinceri. Cristallini eppure incomprensibili. I suoi poi, sono talmente azzurri che sembrano pietre. Il dono non richiesto, una bellezza perfetta. E' femmina anche lei. Femmina come me. E col suo aspetto lupino tradisce le sue origini lontanissime e fredde. Anche lei sarebbe pronta a farsi ammazzare. Pronta a combattere fino ad essere costretta ad offrire la gola, se necessario. E con i suoi occhi cerulei e fluorescenti mi fissa e mi parla. La sua coscienza catturata dal suo essere cane, la mia fin troppo  libera e stimolata dall'essere umana. Mi dice mille cose, in una manciata di secondi. Sa chi sono e cosa sto cercando e cosa c'è che non va. Si avvicina all'orecchio e mi sussurra qualcosa che non capirò mai, mentre sospira indecisa se ribaciarmi o meno. Ma lei ha fatto la sua parte. Il suo mestiere, la sua missione, il suo sacrificio è portato a termine. Ha fatto il cane. Non è nata per nient'altro.




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18 dicembre 2006

Io non tremo, è solo un po' di me che se ne va...

... cantava quello. E lo canta ancora, anche stasera, per le mie orecchie stanche e disperate. Le mie orecchie che vorrebbero credere davvero a questa cosa, come ci credevano fino a qualche tempo fa. Ma io non lo so più Manuel se riesco a non tremare. Non lo so. Perché stasera sto tremando sì. Di disperazione, fiaccata dai colpi, affannata dalla vita, braccata dalla sorte bastarda. E inizio a tremare forte, perché l'ennesimo schiaffo in faccia, assestato proprio mentre stavo iniziando a sorridere, mi fa tremare. Di sgomento e paura, di orrore e nonsperanza. E fatico a credere che sia solo una cosa momentanea. E lo so che ci sei tu, il mio angelo dai capelli neri. Ma proprio perché ci sei tu, mi fa ancora più male. Perché la vita ci mette alla prova una volta di più, e io mi sono stancata. Mi sono sfibrata. Sono come una matassa sfilacciata e gettata in un angolo a impolverare. Che trema e rimane in quel cantuccio, al primo colpo di vento. E allora non può importarmi più di un cazzo. E allora come le passerò queste tre ore da sola senza di te. Non è giusto, io non me lo merito. Non sono così cattiva. Forse è solo dio che è così porco, una volta di più. E non sarà un caso se, in inglese, god è l'anagramma di dog. Saggi, gli inglesi.




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8 dicembre 2006


Oh, dice che mò smontano un'altra volta la piattaforma. Vabè che io era già da un po' che non riuscivo a usarla più bene, tipo inserire foto nel profilo, o cazzate del genere. Mah.

Toooorneeeereeeemooo a scorrere...

N.P. 18.000 LIRA - Art Brut




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12 ottobre 2006


Bellezza, stringi forte la valigetta che ti terrà ben legato alla realtà, domani. Però la tua, la nostra.
Andrà tutto bene, e porterai i tuoi occhi di brace e il rock'n'roll fra quelle quattro gelide mura.
People try tu put us down...
Hope I die before get old...




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5 ottobre 2006


Porca troia, nealstreet 2.0 (ovvero sia http://dea.ilcannocchiale.it) ha compiuto 1 anno pochi giorni fa e io manco me ne sono accorta. Vabbè, auguri.




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3 settembre 2006


Come levare via il profumo al fiore
Come togliere al vento l'armonia
Come negare che ti amo, vita mia




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3 settembre 2006


Come posso fermare la disperazione? Come l'annichilimento? Come posso far finta di non aver spiato per l'ennesima volta in quegli occhi neri, trovando quell'espressione dura, incattivita? Vorrei piangere tutte le lacrime del mondo, annegarci dentro, mentre la mia vita e la mia anima prendono la deriva, dentro le mie stesse lacrime. Mentre mi sento sempre più imperfetta e stanca e sporca. Ti ricordi mia piccola custode, ti avevo scritto che ero perfetta.
Non è vero, è stato solo un bluff momentaneo. Adesso c'è solo la voglia di sprofondare nelle viscere del mio stomaco affannato.
Maledetta me, e il dio che in tanti si affannano a venerare.
Basta con questo muro fatto solo dispigoli. Basta piangere fino ad avere i conati di vomito. Ho solo bisogno di un po' di morbidezza. Un po' di morbidezza per me. Come gli occhi di un cane.




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26 agosto 2006



Eppur ti amo.

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris

Nescio, sed fieri sentio, et excrucior.

G.V.Catullo




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31 luglio 2006


Credo di non essere mai stata così fragile in tutta la mia vita. Così spaesata, delicata, in balia degli eventi, annientata dalla porca vita. Mai più irresponsabile, smarrita, impaurita, consapevole di oggi.
E in un momento del genere, sentire la tua voce, sapendoti a 700 chilometri di distanza, sentire quello che provi per me, sentire le cose che mi dici, come mi fai sentire, mi distrugge. Mi strazia. Mi divora. Perché non sei accanto a me, ad accarezzarmi i capelli e a dirmi che tutto andrà bene, perché abbiamo tutto il tempo del mondo.
Sentire la tua voce. Tu mi uccidi.
Vado a cancellare un altro giorno dal tabellone. Ormai è 31 luglio, no?




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25 luglio 2006


Nel portafoglio mi sono rimasti esattamente 17 centesimi. 8 le sigarette che sono riuscita a rimediare per casa, fra un pacchetto e l'altro. Ma non me ne frega un cazzo. Il senso di sazietà. Sono sazia, e affamata. E affranta. Pensando al mese che passerò senza di te. Pensando al fatto che vorrò strapparmi pelle, braccia, occhi, da quanto mi mancherai. Ma oggi è ancora oggi, e io ti aspetto qui.
La Grecia a me è sempre stata sul cazzo, fin dai tempi del liceo. Tranne quei tre lì, Saffo, Alceo e Mimnermo.
Sono la tua sirena.




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18 luglio 2006


Ti amo tanto, sai? Riesci a percepire quanto? Sai tutto quello che farei per te? Farei esplodere la terra, così come tu sconquassi il mio petto. E' vederti aprire gli occhi neri sul mondo. Sentirti respirare piano. Riinnamorarsi di te ogni fottuto giorno.
Portami via.




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13 luglio 2006


La smetti di farmi male? Per favore, te lo chiedo per favore. Anche se sapevo che avrei sbattuto su quegli spigoli, anche se tu stesso mi avevi avvisato, puoi smettere di ferirmi?
Grazie mille.




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12 luglio 2006


There will be shoulders pressing in the hall
and I won't know if you're here at all
there will be wine and drinking in the yard
there won't be anybody very hard
there will be lots of things that we can do
and all and more will be for you
everything I knew I tried with you
but everything to you was never easy
so I went ahead around my world
I saw the things you do arriving by your side
to see you looking too
but I know this. I know, I never lied to you
it's been just like you're gone
for just one day for so long!
It's been so hard to bear with you not there
but though I think of you, the things you do
when I'm with you, to be with you,
to be alone...can only think:
"Why I am here? What's meant to be?"


Ti dedico lacrime e baci, tutti quelli di questi miei giorni furiosi e vivi.
Ciao Syd. Prima o poi ci facciamo una corsa in bicicletta, se me la presti.




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10 luglio 2006

Varanasi Baby

Vedi mai una stella cadere
E non ricordi cosa desiderare
Non c'è niente dentro me qui a Varanasi
Perchè dentro ci sei tu,
la mia Varanasi Baby
Sai che io non penso più a nessuno
Sai che io non voglio più nessuno
Non ho niente dentro finchè dentro tu ci sei
Anche se non ricordo più il sapore che hai
Varanasi Baby
Ora so che ogni uomo trova la sua dannazione
Un rettile può cambiar pelle ma non cambia il cuore
Ma soffri solo un po' per poi non soffrire più
Non ho niente dentro, perchè dentro ci sei tu
Varanasi Baby

Lasciami pensare di essere la tua Varanasi Baby.




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9 luglio 2006


Ti amo. Ti amo in una maniera dolorosa e profumata. Ti amo di un amore che mi si è accumulato dentro lentamente, senza che me ne accorgessi, durante tutti questi anni. Ti amo di un amore che vorrei farti esplodere in faccia, che vorrei far deflagrare con follia, a dispetto di te.
Passerei le giornate intere ad amarti, incessantemente, con accanimento. Le giornate ad odorarti i capelli, ad assaporare il tuo corpo, a guardare le Tue mani grandi e nervose che si agitano frementi sulla chitarra. Le ore passerei, a guardarti pensare, a spiarti i pensieri, senza chiederti niente, avvolgendomi in quei tuoi silenzi così lunghi. Come quello di oggi in macchina. Carico di me e di te.




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21 giugno 2006

Errata corrige

E invece no, qualcosa l'ho fatta. E immobile non ci sono stata. Ed è stato meravigliosamente bello.
Perché finalmente, dopo due anni e mezzo, mi sento viva.
Viva.




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20 giugno 2006


Il fatto è che.

Il fatto è che stanotte, quando sono arrivata al portone e ci siamo guardati fissi negli occhi sorridenti, stavamo dicendo molto di più di quanto non intendessimo con quegli scherzi idioti.

Possibile che fosse una mia suggestione? Eppure sarei certa di no.

Il fatto è che mi piace fissarti negli occhi, in quegli occhi neri e tenebrosi. Mi incuriosisce e alimento il desiderio di passare le dita fra i tuoi capelli lunghi e neri come la pece. Vorrei sapere che sapore ha la tua saliva. Posare le mie labbra sulle tue, come ultimamente accade sempre più spesso nei miei sogni di sonni profondi. Sogni che di solito o mi riversano in realtà terrificanti oppure in mondi lontani e dolci, e felici, che non mi apparterranno mai più e che al risveglio mi faranno ancora più male. Invece ogni tanto sbuchi tu. Ed è una bella sensazione. Come quando siamo in sala da soli e tu musichi le mie canzoni. Quando sento che il processo compositivo ci inebria, quando beviamo il vino insieme, quando sento il suono che fa la tua chitarra.

Il fatto è che tu sei pericoloso. Sei pericoloso sì, perché sei così duro e spigoloso, protetto da quel tuo muro d’orgoglio.  E io non posso pensare di arrivare ad avvertire la tua ostilità. Perché sei il mio compagno di giochi, perché la purezza di quello che c’è tra noi, è fortificata silenziosamente dal dolore comune che ci ha spazzato via la vita (hai presente, no?).

E io così ho deciso che non farò niente, come sempre. Che starò immobile a guardare. A guardare me e te insieme, e il futuro che ci costruiamo. Tenendoti stretto gelosamente e proteggendoti, così come da sempre sono gelosa di tutte le cose che amo. E tu, in un modo o nell’altro, nel mio modo strampalato e allargato, rientri tra queste.

 




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7 giugno 2006


E' proprio vero che chi c'ha er pane nun c'ha i denti.
Vabè.




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13 maggio 2006


Come capita sempre da due anni e tre mesi a questa parte ormai, ogni volta che succede qualcosa che so che ti avrebbe reso contento, felice e che rende contenta me, tutto assume una dimensione amara e disgustosa. Che mi devasta e lascia terra bruciata, nel mio cuore. In questo caso, saresti stato entusiasta, che quei ladri del cazzo finalmente abbiano ciò che meritano. Avremmo ricominciato ad andare allo stadio insieme magari. E penso a te bene. A te finalmente lavato dal dolore, a quello che sarebbe dovuto succedere in realtà. Ma forse questo è solo un incubo del cazzo. Nella realtà tu ci sei, e a luglio andiamo a farci l'abbonamento insieme.




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3 aprile 2006

Universo

Col mare mi sono fatto una bara di freschezza.
G. Ungaretti

E tu te la sei fatto la tua bara di freschezza?




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25 marzo 2006


Non è che mi sia dimenticata di loro. La mia anima beatlesiana pulsa ancora da qualche parte, sommersa da tutto il resto. E' semplicemente che ora fa un po' male. Tanto male.
Questo è un regalo che ho trovato questa notte. Lo voglio dividere con simo, e con voi altri che vi lasciate ancora lisciare da brividi britannici.

Ah già: trovo che l'incisione che hai fatto sul tuo corpo sia bellissima... Dovrai rinfrescarmi un po' sul significato, sai le tre spine...
Quanto mi manca quel banco in fondo all'aula.




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23 marzo 2006

Elymania

Silenzio pornografico
Risvegliami raccoglimi

Hai la rivoluzione in te
Mi convinci a risorgere
Gioia sperimentale le
le tue mani sopra di me
l'errore più geniale in cui cadere

Giocattolo vibrante in te
cola miele che sa di me

Hai la rivoluzione in te
Mi convinci a risorgere
Gioia sperimentale le
le tue mani sopra di me
l'errore più geniale in cui cadere

Cos'hai per me che sa di te?
Sei la rivoluzione che
Mi convince a risorgere
Gioia sperimentale le
le tue mani sopra di me
l'errore più geniale in cui cadere
 





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16 marzo 2006


Marco a Natale ci ha fatto giocare a tombola francese. Ci avevamo giocato anche lo scorso anno, ma io me ne ero completamente dimenticata. Noi giochiamo con pochi spiccioli, ma potenzialmente è un meraviglioso gioco d'azzardo. E a te sarebbe piaciuto moltissimo. E così, mentre sto stesa sul letto a pensare a come sopravvivere, a come far quadrare questo fottuto cerchio, mi viene in mente che vorrei insegnartelo. Poi correggo: avrei voluto. Ma non posso.Mi posso limitare ad immaginare quello che avresti detto e come ti sarebbe piaciuto. E resto qui sconsolata, addolorata, annichilita. Stanca. Di continuare ad amarti così tanto, porco cristo.




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10 marzo 2006


Oggi ho scritto un pezzo che parla di te, e non riusciresti a credere chi inconsapevolmente l'ha musicato. Sai qual è la cosa più curiosa comunque? Che leggendolo anche piuttosto distrattamente, esce fuori che sei un gran pezzo di merda. Ma allora come mai mi rode così il culo, ad ogni tuo saluto a mezza bocca?
Spero che tutta questa rabbia repressa prima o poi ti esploda in faccia, perché te la meriti. Perché essere onesti non vuol dire ferire le persone, per svuotare la tua bile piena di merda.
Rappacificati coi tuoi gravi problemi mentali. Poi torna da me. E chiedimi scusa.
Per ora sei cancellato, ma ti lascio lo spazio vuoto, per il reinserimento. Ancora per un po'.




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23 febbraio 2006


Nel frattempo, non so perché né percome, può darsi che questo post si autodistrugga nel giro di un giorno, ma ritornano le elargizioni di consigli musicali (non rischiesti).
I dischi che, negli ultimi giorni, ho scoperto che ciascuno di voi dovrebbe assolutamente avere:

Faust'O - Suicidio (1978)


















Faust'O - J'accuse... amore mio (1980)

















E dio quant'era affascinante da ragazzo il signor Fausto Rossi...
Ah, niente recensioni. Vale la pena e basta, famo a fidasse, come dicono nella Roma bene.
E comunque gli album sono praticamente irreperibili (a meno di non volerli pagare una cifra attorno ai 50 dollari) per cui li potete semplicemente scaricare.




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23 febbraio 2006


La lumaca ingrassa. E a tutt'oggi continua a essere l'attività più stimolante e soddisfacente per il mio cerebro, il che è tutto dire.
Comunque, io boicotto il sistema. Sì, rubo lo slogan noiosamente straabusato del gergo giovanilistico militante, per dire che io boicotto. Il vostro sistema. E il vostro sistema è quel lercio pub del cazzo, pieno di gente strana, ma strana in senso brutto. Pieno di gente sgradevole, e di puzza di muffa. Io lo boicotto e me ne vado. Me ne vado, e provo piano piano, giorno dopo giorno, combattendo contro me stessa, a tentare di continuare a condurre il gioco da sola, a testa alta, sorridente. Col sorriso di plastica, sì, ma sorridente. E lascio correre le vostre chiacchiere del cazzo, i vostri finti favori, la vostra totale idiozia, la vostra cattiva fede, i vostri dispettucci da prima elementare. La lascio (s)correre nel buco del cesso, e tiro un paio di volte lo sciacquone, accertandomi che siate finiti totalmente nella latrina. Perché io alla merda rispondo col sorriso da oggi. Stringo i denti, sorrido e vado dritta.
E mi sento Cesare Basile, vicino a un amico. E sono quasi contenta.
Frattanto la lumaca ingrassa, e io mi lavo il cuore e mi tolgo macigni dallo stomaco. Non serve neanche rispondervi.
Io faccio ingrassare la lumaca.
Puzzate di vecchio.




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